Angri città d'arte

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Angri città d'arte

Allestita nel primo quarto del Settecento dalla famiglia Pisacane all’interno di un proprio comprensorio di case all’incrocio delle vie di Mezzo; conserva un dipinto della Madonna di Montevergine, che sormonta l’unico altare presente, diverse statue, fra cui quelle dei Santi Medici Cosma e Damiano e dei 7 Dormienti. La famiglia aveva il privilegio di un proprio altare all’interno della Collegiata di San Giovanni fin dal Cinquecento e, agli inizi del Settecento chiese e ottenne il trasferimento di questo culto nell’attuale cappella, dove certamente, fino all’introduzione dell’editto francese per la costituzione dei cimiteri, seppellivano anche i propri morti. La cappella è rimasta danneggiata dal terremoto del 1980 e attualmente è chiusa al culto.
Le 7 sculture in cartapesta raffiguranti i Dormienti di Efeso, sono conservate all’interno della Cappella Pisacane e sono l’unico caso italiano noto di venerazione di questi Santi, fatte salve alcune tracce figurative presenti in alcune chiese del nord della penisola. Esistono, tuttavia, altre statue di dimensioni ridotte, in Francia, ma vestite con abiti settecenteschi, che non rispecchiano la leggenda di questi Santi. Le sculture angresi sono verosimilmente risalenti fra la fine del Settecento e i primi anni dell‘Ottocento e uscite dalla stessa bottega che realizzò quelle dei Ss. Cosma e Damiano, contitolari della stessa Cappella. Sono state restaurate per volontà dei residenti del rione fra il 2013 e il 2017.
Lungo via Marconi si conserva uno degli esempi più belli di arte catalana del comprensorio angrese. Si tratta di un portale, che ha molte similitudini con un altro, di dimensioni più contenute, situato a Lettere (NA), e di una bifora. Purtroppo, da quest’ultima è stata sottratta nel 1993 la preziosa colonnina centrale che, senza alcuna presenza di malta, sorreggeva l’ornato superiore e ciò ha provato il cedimento di alcuni pezzi.

Il sodalizio ebbe i suoi natali nel XV secolo, all’interno della Collegiata di San Giovanni Battista, occupando l’area del braccio meridionale della crociera, dove ancora oggi vi è un altare dedicato alla Santa.

Grazie ai lasciti e alle donazioni dei confratelli, nel 1753 si dà inizio ai lavori per la realizzazione dell’attuale cappellone, prolungando il braccio della crociera della chiesa.

L’edificio, a pianta ellittica e con ingresso indipendente da via Sant’Alfonso Maria Fusco, conserva tre preziose statue lignee raffiguranti la Madonna, San Giovanni Battista e Santa Margherita che sormontano l’altare mentre l’intero perimetro interno è occupato dagli stalli per i confratelli.

Di particolare bellezza sono quelli destinati alla compagine dirigenziale del sodalizio.

Al di sotto del cappellone vi è una cripta destinata in origine alla sepoltura degli iscritti, con un ossario.

Situata all’interno di un portone sull’omonima via, che collega piazza San Giovanni con via Stabia passando sul retro della Collegiata, è la casa natale del Santo dove sono ospitate alcune suore; nei suoi ambienti oggi ha sede una scuola per l’infanzia. La vicinanza con la Collegiata favorì senza dubbio la vocazione del Santo, che ricoprì anche l’ufficio di Canonico del Capitolo di San Giovanni.
Con la sua facciata chiude lo spazio dell’omonima piazza. Restaurata dopo il terremoto del 1980, ospita rilevanti opere d’arte fra le quali spiccano le due grandi tele del Cestaro. Altre statue, in marmo e in cartapesta, sono presenti negli altari laterali. Edificata su una preesistente cappella nel XV secolo, in forza di un rogito del 26 luglio 1438 con cui il feudatario di Angri Giovanni Zurolo ne dispose le costruzione con un annesso convento, venne curata dai Padri Domenicani che la governarono fino alla sua soppressione, avvenuta il 7 agosto 1809 ad opera di Gioacchino Murat. Incamerata dal regio demanio e rimasta chiusa per alcuni decenni, venne riaperta al culto nel 1838 e nello stesso anno Scipione Mauri ottenne dalla Curia di Nocera il consenso di realizzare al suo interno una propria cappella funeraria. Nell’ambiente interrato, in cui sono presenti ancora i poveri resti di alcuni familiari del Mauri, si accede da una botola presente al centro della navata.
Quasi certamente eretta su un preesistente tempio pagano, si trova sulla via Adriana di fronte all’imbocco di via Concilio. Sorta come dipendenza della Collegiata di San Giovanni Battista e tale rimasta fino alla costituzione dell’attuale parrocchia, avvenuta nel 1986. Agli inizi dell’Ottocento era amministrata a turno da un Rettore, scelto fra i Canonici del Capitolo Collegiale, e proprio nell’archivio della Collegiata è conservato l’originale del documento del 18 maggio 1888, concernente il permesso di custodire il SS. Sacramento nel tempio La sua storia è plurisecolare; conserva al suo interno un dipinto della Madonna, trafugato e recuperato per ben due volte, situato sull’altare maggiore, e diverse statue sette-ottocentesche. Sul retro del vetusto tempio è stata edificata la nuova chiesa secondo canoni moderni.

Forma un’unica parrocchia con la chiesa della Ss. Annunziata ed è certamente il più antico luogo di culto angrese. Sorta all’interno del rione Ardinghi, dal nome della famiglia che prese in enfiteusi die terreni circostanti intorno all’anno 1000, conserva un prezioso polittico del 1503 che raffigura San Giovanni Battista, San Pietro, la Madonna con il Bambino, San Benedetto e San Sebastiano.
Questa preziosa pala d‘altare racchiude e sintetizza il variegato culto angrese verso i Santi a cui, nel tempo, è stato rivolta loro la massima devozione.
Nel 1994 sono stati portati alla luce alcuni decori e una frazione della pavimentazione originaria, posta a circa 1 metro al di sotto dell’attuale piano di calpestio.

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Situata all’interno di un portone sull’omonima via, che collega piazza San Giovanni con via Stabia passando sul retro della Collegiata, è la casa natale del Santo dove sono ospitate alcune suore; nei suoi ambienti oggi ha sede una scuola per l’infanzia. La vicinanza con la Collegiata favorì senza dubbio la vocazione del Santo, che ricoprì anche l’ufficio di Canonico del Capitolo di San Giovanni.